Mattia Giacomelli - Chef Globetrotter

Nonostante i suoi trent’anni, Mattia Giacomelli vanta già al proprio attivo un palmaress di esperienze e riconoscimenti davvero prestigiosi.
La storia professionale di questo giovane ed eclettico interprete gastronomico, inizia prestissimo. A 14 anni comincia a fare le prime stagioni in cucina. Terminati gli studi all’Istituto Alberghiero di Chiavenna prende subito la valigia e parte alla scoperta del mondo.

CHEF GLOBETROTTER
Mattia resta fedele alla sua grande passione, la cucina d’autore, e subito si stabilisce a Londra dove, oltre a imparare l’inglese, matura le prime esperienze professionali. Concluso il primo anno di lavoro, si sposta in Svizzera. Per circa sette mesi vive altre esperienze nel settore. Decide quindi di tornare in Inghilterra dove nel 2001 – non ancora 20enne – entra a far parte della prestigiosa brigata dell’hotel penta-stellato Le Meridien, guidato dallo chef Fabrizio Cadei. Concluso il contratto, Mattia decide di tornare in Italia. Il mega-chef Antonio Fallini – originario della Valchiavenna – lo accoglie a braccia aperte in Toscana nel lussuosissimo relais chateaux Hotel Borgo San Felice.

FRANCIA E STATI UNITI
Il bagaglio acquisito con la cucina toscana, porta successivamente Mattia a spostarsi in Francia, vicino a Marsiglia al Relais Chateaux Villa Gallici, diretto dallo chef Christofer Gavout. La voglia di conoscere ed esplorare, lo porta poi a New York, dove rimane per un anno e grazie alle sue conoscenze e al suo curriculum, ottiene presto un posto in uno dei ristoranti Tribeca di Bob Giraldi. Via da New York, a 23 anni, decide che al novero dei suoi viaggi manchi soltanto la Germania. Si sposta a Monaco, dove lavora al ristorante italiano Via Veneto. Il tempo di apprendere tutti i trucchi del mestiere e imparare una nuova lingua – Mattia ne parla correttamente cinque – e per lui è di nuovo venuto il momento di partire. Questa volta però – siamo nel 2006 – la destinazione è Chiavenna.

RITORNO A CASA
“Dopo alcuni anni in cui la mia famiglia aveva affidato a terzi la gestione dell’hotel-ristorante, era emersa la volontà di tornare ad occuparci direttamente del Crimea. La sfida mi è piaciuta da subito, anche se non nego che è stato uno stravolgimento totale dei ritmi e delle abitudini con cui ero vissuto sino a quel momento”. Per il Crimea, Mattia ha le idee chiare: il suo obiettivo è una cucina tradizionale del territorio, con una selezione quasi maniacale delle materie prime che Mattia Giacomelli sceglie personalmente dai tanti fornitori che ha conosciuto negli anni. Il tutto per portare in tavola piatti composti in modo impeccabile, mai scontati, perché come lui stesso spiega “quando si assaggia una pietanza, lo si fa prima di tutto con gli occhi”. Le possibilità di scelta sono varie e il prezzo è accessibile a tutte le tasche.

RICONOSCIMENTI INTERNAZIONALI
La ricerca, lo studio, la sperimentazione lo portano quest’anno a ottenere – al suo primo concorso – la medaglia d’argento agli Internazionali d’Italia di Cucina, promossa dalla Federazione Italiana Cuochi, dopo che a febbraio aveva già vinto il primo premio di giornata (e terzo nella graduatoria finale assoluta) alla manifestazione “Cuoco dell’anno” a Lariofiere di Erba.